Ieri tuo figlio si lasciava vestire senza problemi – oggi si discute già mentre si lavano i denti, ci si veste o si deve lasciare il parco giochi. A quasi ogni richiesta segue un deciso “No!”.
Molti genitori in questa fase si chiedono: è ancora normale? Perché all’improvviso mio figlio non ascolta più? E qual è il modo migliore per gestirlo?
La cosa più importante da chiarire subito: tra circa 18 mesi e 4 anni, in molti bambini un desiderio più forte di autodeterminazione fa parte del normale sviluppo. La cosiddetta fase dell’autonomia non è un segno di cattiva educazione, ma un passaggio importante verso l’indipendenza.
Che cos’è la fase dell’autonomia?
Durante la fase dell’autonomia, tuo figlio scopre sempre di più di essere una persona a sé, con desideri, intenzioni e decisioni proprie. E vuole mettere alla prova questa indipendenza sempre più spesso.
Per esempio, vuole decidere da solo:
- cosa indossare
- cosa mangiare
- dove andare
- con cosa giocare
- cosa riesce a fare da solo
Qui nasce un conflitto tipico: il desiderio di essere autonomo spesso è già più grande della capacità di controllare gli impulsi e tollerare la frustrazione. Questa differenza tra “volere” e “potere” può far sì che orgoglio, gioia, rabbia e pianto si susseguano a volte nel giro di pochi minuti.
Cosa è spesso normale nella fase dell’autonomia
Sono tipici, per esempio:
- dire spesso “no”
- esplosioni emotive intense
- frustrazione quando qualcosa non riesce subito
- il desiderio di fare il più possibile da soli
- rapidi cambi di opinione
- proteste nei passaggi, per esempio quando ci si veste o si va a dormire
- difficoltà ad aspettare o a condividere
Un “no” non è sempre un rifiuto del contenuto della tua richiesta. A volte, per tuo figlio si tratta soprattutto di poter decidere da solo. Sta allenando l’autonomia e il modo di gestire le proprie emozioni.
Perché proprio adesso ci sono così tanti capricci rabbiosi?
La capacità di autoregolarsi si sviluppa solo poco alla volta. Per questo frustrazione, delusione o rabbia possono travolgere tuo figlio rapidamente. Se si aggiungono stanchezza, fame, troppi stimoli o pressione del tempo, a volte basta una sciocchezza per un’esplosione emotiva forte.
Un capriccio di rabbia quindi, nella maggior parte dei casi, non è un gioco di potere voluto. In quel momento tuo figlio è sopraffatto dalle emozioni e non riesce ancora a calmarsi da solo. Ha bisogno di supporto dall’esterno – e della certezza che anche le emozioni intense passano.
Come puoi sostenere tuo figlio?
Non devi impedire i capricci. È più importante dare a tuo figlio sicurezza e orientamento e accompagnarlo nel gestire le sue emozioni.
Sono utili:
restare il più possibile calmi anche tu
Dare un nome alle emozioni: «Vedo che in questo momento sei molto arrabbiato/a.»
stabilire limiti chiari e comprensibili
offrire scelte limitate e semplici: «Vuoi la giacca blu o quella rossa?»
prevedere abbastanza tempo per i passaggi da un’attività all’altra
valorizzare i successi quando fa le cose da solo/a
All’inizio i bambini imparano l’autoregolazione con il supporto delle loro figure di riferimento. Questa co-regolazione aiuta tuo figlio/la tua figlia a tollerare emozioni intense e, con il tempo, a regolarle sempre più da solo/a.
Possono essere vere entrambe le cose: tuo figlio/la tua figlia può essere arrabbiato/a – ma non tutto ciò che fa nella rabbia va bene. Se, per esempio, picchia, morde o fa male ad altri, serve un limite chiaro.
Cosa aiuta nella vita di tutti i giorni?
Piccoli cambiamenti nella quotidianità possono ridurre molti conflitti. Sono utili routine stabili, sonno a sufficienza, pasti regolari e, per quanto possibile, evitare inutili lotte di potere.
Chiediti dove un limite è davvero necessario e dove tuo figlio/la tua figlia può decidere da solo/a. Per sicurezza e salute servono regole chiare. Su questioni meno importanti puoi dare a tuo figlio/la tua figlia lo spazio per prendere decisioni proprie.
Così sperimenta l’autonomia, senza rinunciare a limiti importanti.
Quando è meglio fare più attenzione?
Una fase di autonomia intensa, da sola, non è motivo di preoccupazione. Parla con lo studio pediatrico se tuo figlio/la tua figlia:
- per lungo tempo entra a malapena in contatto con altre persone
- perde di nuovo il linguaggio o altre capacità già acquisite
- per un periodo prolungato si calma con grande difficoltà e gli scoppi emotivi pesano molto sulla vita quotidiana
- si ferisce in modo significativo o ferisce altri regolarmente
- si sviluppa in modo chiaramente diverso dal previsto anche in altri ambiti
Anche se i conflitti frequenti pesano in modo importante e duraturo sulla vostra famiglia, un colloquio può aiutare a inquadrare la situazione e a trovare insieme delle soluzioni.
Cosa impara tuo figlio/la tua figlia in questa fase
Per quanto la fase di autonomia possa essere faticosa: tuo figlio/la tua figlia sviluppa competenze importanti. Impara sempre di più a:
- prendere decisioni proprie
- risolvere problemi
- riconoscere le emozioni
- tollerare la frustrazione
- diventare più autonomo/a
Serve tempo e tante piccole esperienze nella vita di tutti i giorni. Un quadro affidabile, limiti chiari e abbastanza spazio per provare aiutano tuo figlio/la tua figlia a diventare, passo dopo passo, più autonomo/a.
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